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La Compagnia di Cani e Gatti: Un Elixir per la Mente e un Freno al Declino Cognitivo nell'Età Avanzata

Un recente studio di ampio respiro, condotto in Europa e pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports, ha portato alla luce un'interessante correlazione tra la presenza di animali domestici nelle nostre vite e il mantenimento di una buona salute cognitiva con l'avanzare dell'età. La ricerca suggerisce che, al di là dell'affetto e della compagnia, cani e gatti possano esercitare un'influenza positiva sulla lucidità mentale e sulla memoria, rallentando il processo di declino cognitivo. Questi risultati aprono nuove prospettive sull'integrazione degli animali nella cura degli anziani e sul loro ruolo nel promuovere un invecchiamento attivo e sereno.

Lo studio, che ha analizzato i dati di un vasto campione di adulti europei per un periodo di ben 18 anni (dal 2004 al 2022), si è basato sui dati della Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe (SHARE), un'indagine comparata che monitora la salute, lo stato socio-economico e le reti sociali degli individui over 50. I partecipanti, uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 99 anni, provenivano da undici paesi europei, tra cui Italia, Francia e Germania. Quasi il 40% di loro condivideva la propria quotidianità con un animale domestico.

I risultati hanno rivelato un quadro affascinante: coloro che vivevano con cani o gatti hanno mostrato un rallentamento più marcato nel declino della memoria e delle capacità linguistiche rispetto a chi non possedeva animali. Nello specifico, i proprietari di cani hanno evidenziato una migliore conservazione della memoria sia immediata che a lungo termine. Per i proprietari di gatti, invece, è stata osservata una minore probabilità di perdere la capacità verbale e la memoria a lungo termine. Questi dati sottolineano il potenziale protettivo del rapporto con gli animali domestici sul cervello che invecchia.

La ricerca ha inoltre evidenziato che non tutti gli animali domestici apportano gli stessi benefici cognitivi. Cani e gatti, in particolare, sembrano produrre effetti più significativi rispetto ad animali come uccelli o pesci. I ricercatori attribuiscono questa differenza alla natura più profonda e complessa dell'interazione emotiva e fisica che si instaura con i mammiferi domestici. Le passeggiate quotidiane, il gioco, il riconoscimento dei segnali emotivi e la cura responsabile stimolano l'attenzione, la memoria e la socializzazione, contribuendo a ridurre stress e isolamento, fattori noti per influenzare negativamente la funzione cognitiva.

Questo studio, sebbene osservazionale e non conclusivo sul rapporto di causa-effetto esclusivo, fornisce spunti preziosi per la salute pubblica. L'integrazione di animali domestici nella vita degli anziani, attraverso programmi di adozione facilitata o la creazione di ambienti abitativi pet-friendly, potrebbe rappresentare una strategia complementare per sostenere un invecchiamento cognitivo attivo e contrastare la solitudine, promuovendo il benessere generale.

Il legame con un animale domestico va ben oltre il semplice affetto. È un rapporto che nutre la mente, eleva l'umore e rinforza la salute cognitiva, aiutandoci a mantenere una mente giovane e brillante più a lungo.

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